Mandorle salva glicemia e abbassa colesterolo

Dic 2, 2019 | Frutta Secca | 0 commenti

Le mandorle hanno elevate proprietà antiossidanti, sono un’ottima fonte di magnesio e vitamina E, ricche di polifenoli come i flavonoidi, e sono il tipo di frutta secca con il più elevato contenuto di fibre (12%).

Recenti studi hanno dimostrato che dopo aver mangiato delle mandorle, nel sangue di un gruppo di volontari risultavano ridotti i parametri che indicano i danni da radicali liberi, questo probabilmente grazie all’elevata dose di antiossidanti presenti nella pelle di questa frutta secca. E ciò spiegherebbe anche perché le mandorle diminuiscano il rischio di problemi coronarici. Ma c’è di più. Si è visto che aiutano a stabilizzare la glicemia. Studi canadesi sottolineano che le mandorle frenano l’appetito e contrastano la formazione dei cosiddetti «Age», molecole «prodotti finali della glicazione» preziose, quindi, per diminuire la risposta all’insulina in seguito a pasti ricchi di carboidrati.

Mangiare mandorle fa diminuire il colesterolo. Il merito è delle proprietà antiossidanti, la cui presenza era già nota. Per la prima volta, però, uno studio condotto da enti di ricerca canadesi e californiani, pubblicato sul Journal of Nutrition, ne ha confermato gli effetti benefici su persone con elevati livelli di colesterolo. Un ulteriore studio ha dimostrato come un consumo abituale di questo alimento abbassi i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Le mandorle sono, inoltre, un’ottima fonte di grassi “buoni“, la maggior parte monoinsaturi, il che le rende benefiche per l’apparato cardiocircolatorio.  Si ricorda, però, che 100 grammi di mandorle, apportano oltre 600 Kcal.

Per queste ragioni il metodo NutriSalus prevede e consiglia di mangiare 3/5 mandorle alla fine di ogni pasto. Dopo colazione, pranzo e cena sono un toccasana. Possono anche essere usate come snack “spezza fame” durante la giornata. Tenetene sempre un pò a vostra disposizione. Senso di fame? 3-5 mandorle e la fame va via.

Molti esimi esperti del settore consigliano di evitare la frutta secca durante un regime di dieta per perdere o mantenere il peso. Un errore. Diffidate da chi dice che la frutta secca è altamente calorica (cosa vera per altro) per cui è meglio evitarla nella dieta, ma è talmente ricca di principi naturali ed influisce su certi metabolismi che dovrebbe essere inclusa nella nostra dieta già dall’infanzia. Non è la frutta secca che ingrassa. Anzi. Cominciate a pensare ad un regime dietetico che vi sganci dalla conta calorica. Che non vi dica più di mangiare grammi di questo e quello e soprattutto non vi dica di usare un cucchiaino di olio.

CICLO MESTRUALE E ASSORBIMENTO DI FERRO

La carenza di ferro è molto più diffusa di quanto si creda e deve essere sospettata anche in assenza di anemia evidente. In caso di carenza l’organismo prende il ferro dai depositi di ferritina, poi lo capta dalla transferrina, poi dagli enzimi contenenti il ferro e solo in ultimo manca il ferro per la sintesi dell’emoglobina. Quindi un’anemia sarà preceduta da una carenza del ferro a livello dei tessuti. Una delle cause del depauperamento delle scorte di ferro è il ciclo mestruale. In questo particolare  momento, molte donne accusano carenza di ferro, soprattutto in caso di ipermenorrea (mestruazioni troppo abbondanti). In alcuni casi si può anche manifestare una anemia sideropenica, forma di anemia dovuta alla carenza di ferro.

Come si può curare e soprattutto come prevenire queste forme di sideropenia?

Il sistema NutriSalus previene e cura questi effetti con una dieta che assicuri quotidianamente all’organismo alimenti ricchi di ferro (rosso d’uovo, carne, pesce, spinaci, frutta secca)Per i vegetariani dieta ricca di legumi, cavoli, broccoli (e in generale in tutte le crucifere), spinaci, cereali integrali e  frutta secca.  Il Ferro contenuto nei vegetali, anche maggiore in quantità assoluta, è in forma non-eme, che risulta avere un assorbimento inferiore rispetto al Ferro in forma eme, contenuta nei cibi di origine animale. Il sistema NutriSalus prevede l’assunzione, in contemporanea con i cibi ricchi in ferro, di cibi ricchi in vitamina C (prugne secche, peperoni, agrumi, broccoli, etc.) vitamina che incrementa notevolmente l’assorbimento del ferro non-eme a livello intestinale, nei due giorni precedenti e nei due giorni seguenti l’apparizione del ciclo mestruale. Vino rosso, cioccolato, caffè e tè, invece, a causa del loro contenuto in tannino, riducono l’assimilabilità del Ferro: è pertanto preferibile assumere questi alimenti lontano dai pasti. Anche i latticini possono ridurre considerevolmente (tra il 30% e il 50%) l’assimilazione del Ferro vegetale, a causa del loro alto contenuto di Calcio, ed anche loro andrebbero evitati durante questo periodo.